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Working for Wasa – “Per crescere un bambino ci vuole un villaggio intero”

La mostra fotografica “Wasa 2012” che si terrà a Bologna venerdì 18 maggio presso la Biblioteca dell’Archiginnasio ha lo scopo di raccogliere le risorse necessarie al completamento dell’asilo iniziato la scorsa estate, al villaggio di Macongomi (Wasa), nonche’ al finanziamento della costruzione del centro sanitario e al sostegno dell’orfanotrofio di Tosamaganga.
Per maggiori info: www.workingforwasa.com

La soluzione non è lo sportello anticrisi

Credo che la manifestazione di ieri dei commercianti sia stata signicativa. Ma la soluzione non è uno sportello “aniticrisi” per il quale gli operatori economici potranno consultarsi con psicologi, medici, Asl e associazioni di categoria. La soluzione sta nel fatto di diminuire la pressione fiscale che attanaglia gli imprenditori e metterli in condizioni di lavorare in maniera normale senza restrizioni di passaggio. Le persone si tolgono la vita per i debiti e per colpa di quell’usuraio chiamato equitalia, non perchè non parla con le associazioni di categoria.

Futuro e Libertà arriva anche a S. Lazzaro

Dopo il risultato elettorale di Budrio, si continua a lavorare sul territorio per un domani migliore.

Così FLI aggiunge un altro tassello sulla scacchiera bolognese fondando il primo circolo di S. Lazzaro per il movimento, con  inaugurazione il 18 maggio alle 19:00 presso il “Bar Bahia” in via Iussi.

Alla guida del circolo come coordinatore ci sarà Michele Baiesi, caro amico che crede nel progetto Futurista oltre che essere parte del direttivo del movimento giovanile su Bologna. all’evento parteciperà anche il coordinatore regionale Enzo Raisi e il coordinatore provinciale Roberto Flaiani.

 

 

La protesta dei commercianti bolognesi

Oggi i commercianti Bolognesi hanno detto basta, in un centinaio sono saliti a palazzo d’Accursio ed è stato sospeso il consiglio comunale. Alla guida della protesta, Postacchini (presidente dell’Ascom) e Ferrari (presidente della Confesercenti) hanno intonato cori e grida “Merola come Cofferati” e “lavoro, lavoro, lavoro”. Giustamente i commercianti replicano così alla chiusura del centro: “il sabato si lavora e la domenica si va allo stadio”. Speriamo questo porti la giunta c.d. democratica (un nome poco rappresentativo) a capire che la chiusura non porta a niente se non al degrado e distruggere il terreno imprenditoriale sempre più liso da politiche poco efficienti in materia.

 

 

Generazione Futuro Bologna – mozione politico programmatica

 

Bologna è stata sempre considerata la patria del mondo giovanile, la sua Università, il suo fervore culturale ed avanguardista, le sue opportunità di svago hanno, nei secoli, richiamato decine di migliaia di ragazzi che qui hanno trovato la propria casa, i propri affetti, un lavoro ed una qualità della vita decisamente sopra la media nazionale; ma, da molto tempo, si assiste ad un decadimento sociale, economico e culturale che ha un unico fattore scatenante: una classe politica impreparata, inadeguata, incompetente.

 

Bologna deve tornare ad aver questo ruolo nel Paese; è inconcepibile che la città che ospita la più antica, e tra le migliori, università del mondo, con oltre 90 mila studenti, non cerchi di implementare la coesione giovanile sia da un punto di vista culturale ma soprattutto umano, quindi noi diciamo un si convinto alle universiadi e no allo scempio delle street parade.

 

Abbiamo in mente un’idea di città diversa dallo stereotipo che ci viene propinato. Noi crediamo che Bologna non si debba arrendere all’oblio in cui sembra essere caduta da anni; Bologna ha il capitale sociale, umano e territoriale per farcela. E’ per questo motivo che siamo contrari ad una pedonalizzazione forzata e non concordata di tutto il centro storico, al contrario è necessario un sinergico piano di mobilità urbana in cui si ripensi l’intero sistema dei trasporti locali e dell’accesso al centro da parte dei privati. Quindi è necessaria la creazione o implementazione dei parcheggi intorno alla cinta muraria; sicuramente va rimosso il pagamento del parcheggio per gli studenti universitari. Ma tali opere devono essere accompagnate dalla nascita di nuove e più funzionali soluzioni di viabilità urbana.

 

Noi crediamo che Bologna debba calarsi nella realtà di città metropolitana con tutti gli oneri e gli onori che detta carica assegna. E’ impensabile immaginare una città come la nostra decontestualizzata dal territorio provinciale, è per questo motivo che noi siamo fermamente convinti che debbano essere implementate le opportunità di interscambio socio-economico con la realtà provinciale; pensiamo alla creazione di filiere agroalimentari provinciali con un nuovo e più importante ruolo del CAAB, oggi autentica cattedrale nel deserto, abbandonata dall’intera classe politica governante a Bologna.

Bologna deve riprendersi i suoi spazi. E’ necessario combattere il degrado in maniera seria, severa e soprattutto definitiva. E’ necessario concentrare gli sforzi per fare rispettare la legalità con particolare riferimento alla microcriminalità, allo spaccio di sostanze stupefacenti e al bivaccare perenne e dannoso in zone della nostra città che per il loro valore storico-culturale non meritano di essere prese in ostaggio da questi soggetti.

 

Bologna deve finalmente puntare su se stessa, sulla sua storia e sulla sua cultura. Cultura un termine troppo spesso ostaggio di politicanti che nulla sanno se non cercare di imprigionare la stessa in steccati ideologici assolutamente insensati. Scriveva Gabriele D’Annunzio “Qualora le Città nobili usassero far doni ai poeti, che mai avrebbe potuto donare Bologna all’estremo Omeride se non la testa dell’Athena Lemnia?

In una città sempre più vecchia, i giovani sono una risorsa fondamentale per rivitalizzare la vita culturale ed economica, ma per giungere a questo, vanno coinvolti direttamente nella programmazione degli eventi culturali e aggregativi, anche tramite forum costituiti ad hoc, assieme alle rappresentanze delle categorie produttive e agli amministratori pubblici.

 

Ecco da qui vorremmo che la nostra città ripartisse, per riprendersi quel ruolo nel panorama nazionale; un ruolo che le spetta di diritto, che le spetta per la sua storia, e per quello che, siamo certi, ancora può dare alla nostra Italia.

 

 

Liberal Time sta nascendo!

Aggregazione, serietà, mobilitazione e società. Questa è l’impronta che i giovani bolognesi lascieranno, partiamo dal basso facendo movimento!

Una moda americana a Bologna

Lorenzo Berselli

Sono state installate chiavette usb in giro per la città, per la condivisione di file attaccando il proprio computer al muro mentre si fà una passeggiata. Questa moda di importazione americana, non la si può trovare in giro per altri capoluoghi o città italiane, ma solo a Bologna, in centro città. Io reputo che sia necessario dispargere questa moda anche nelle zone periferiche. Questo vale anche per la linea wireless che permetterebbe di poter andare al bar sotto casa propria, al parco come in autobus, con il computer scaricando e leggendo le proprie mail. Puntiamo al progresso non al passato!

Bologna sotto il mirino dei terroristi

Lorenzo Berselli

La stretta sulla sicurezza arriva anche a Bologna. Dopo l’uccisione di Osama Bin Laden, la Prefettura ieri ha disposto l’intensificazione della vigilanza nei confronti di alcuni obiettivi sensibili.

OBIETTIVI SENSIBILI – Su quali siano, al momento in piazza Roosevelt c’è il massimo riserbo, ma alcuni non sono un mistero: per esempio la basilica di San Petronio e l’università americana John’s Hopkins, oppure i consolati.

ALLERTA – Dell’allerta terrorismo post-Bin Laden, si è discusso ieri mattina nel corso di un comitato per la sicurezza e l’ordine che si è riunito in Prefettura: un incontro consueto e già programmato da tempo, che è stato però anche l’occasione per discutere delle direttive appena arrivate dal Viminale. Si tratta della circolare, inviata dal ministro dell’Interno Roberto Maroni a tutte le Questure e Prefetture d’Italia, indicando di innalzare al massimo il livello di vigilanza su tutti gli obiettivi di possibili attentati.

by Corriere di Bologna

Dilazionato il debito del Bologna calcio; positivo il vertice dirigenziale

Lorenzo Berselli

Positivo vertice Cancellieri-Consorte-Guaraldi. In ballo 0,5 milioni

Accordo in vista tra il Comune e il Bologna calcio sul debito dei rossoblu’, una somma attorno al mezzo milione di euro. Questa mattina il presidente del Bologna Albano Guaraldi e’ stato ricevuto in Comune assieme a Giovanni Consorte dal commissario straordinario Anna Maria Cancellieri. Un summit di tre quarti d’ora al termine del quale tanto i responsabili della societa’ sportiva quanto l’amministrazione hanno fatto capire che un’intesa e’ possibile: il Comune non fara’ alcuno sconto ma al Bologna calcio e’ disponibile a concedere una dilazione, per permettere alla societa’ di chiudere il bilancio. “Stiamo facendo come fanno tutte le aziende, trattiamo le dilazioni di pagamento”, ha spiegato Consorte lasciando Palazzo D’Accursio insieme al presidente. L’intesa, come ha spiegato Cancellieri, dovrebbe arrivare a giorni, prima delle elezioni per la scelta del nuovo sindaco. “Si lavora con gli uffici tecnici, non e’ un fatto politico”, ha sottolineato ancora Consorte. La disponibilita’ del municipio comunque sul fronte della dilazione c’e’. “Abbiamo controllato che i dati” in possesso dei rossiblu’ “corrispondessero coi nostri – ha detto Cancellieri – e i due conti coincidono. L’unica cosa su cui i nostri uffici stanno verificando e’ la Tarsu”, cioe’ il pagamento della tassa sui rifiuti. In ogni caso il debito e’ “intorno ai 500.000 euro”, spiega ancora Cancellieri.Il Bologna, racconta ancora il commissario al termine del colloquio, “ci ha proposto una transazione sulla quale stiamo valutando perche’ ha problemi di bilancio”, che deve essere approvato. In ogni caso “non ridurremo di una lira il debito, ma li agevoleremo nel pagamento perche’ evita problemi peggiori”. Ora il Bologna Fc “ci fara’ una proposta motivata sulla quale ragioneremo”. Ipotesi diverse vengono totalmente negate. “Non ci sono sconti, lo sanno bene – si riferisce agli esponenti della societa’ il commissario – alcune ditte li hanno fatti ma l’ente pubblico non puo’ fare sconti. Gli andiamo incontro perche’ e’ nell’interesse di tutti aiutare il Bologna calcio”.

Amianto non ci fai paura!!!

Nicolò Andrea Labanti

La scuola Carracci è una scuola “media” di Bologna, oggi definita secondaria di primo grado, si trova in via Felice Battaglia, nel quartiere Saragozza….perché parlarne?
Perché dal settembre 2010, ovvero dall’inizio di questo anno scolastico le scuole Carracci sono state chiuse per pericolo di CROLLO, i genitori e gli studenti sono, da allora, sul “piede di guerra” e a nulla sono valse le spiegazioni dei tecnici del Comune sollecitati in un controllo dal dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo il quale invece di essere  ringraziato per aver avvisato,  forse evitato una tragedia e per aver individuato crepe e muri pericolanti si è trovato sotto il fuoco incrociato di tutti, studenti, genitori, docenti,  collaboratori scolastici e opinione pubblica quando gli stessi tecnici del Comune di Bologna hanno stabilito un vero ed effettivo rischio per i ragazzi. Il motivo di tutto questo accanimento? Disagi ad accompagnare i figli in centro, poca certezza sul futuro della scuola Carracci e cosi via.
La scuola Guinizelli, l’istituto incriminato da tutti perché scomodo è invece, capiente, ben costruito, mezzo e strumento per far riviver almeno in parte il centro storico, non è forse dei giovani la città e il suo futuro?
Via Felice Battaglia è una strada che termina a ridosso della collina, in questi trent’anni l’unica cosa che è stata costruita è un asilo nido con un edificio eco-compatibile, nonostante questo costo elevato, tutto naturalmente  gravato sulle spalle dei contribuenti, l’anno scorso si è rifatto l’asfalto stradale e diversi posti auto al termine della strada per tutto il resto silenzio, un silenzio assordante, oltre a tutto ciò i cittadini bolognesi “pagano” l’affitto dei locali dell’attuale scuola dell’infanzia, alla parrocchia di Sant’Eugenio.
Questo asilo nido, appena terminato è già insufficiente e senza una scuola primaria per non parlare della secondaria che è un mostro di amianto e cemento la quale ormai ha fatto il suo tempo.
Lascio a VOI le eventuali conclusioni le mie sono che anche un bambino, visto che si parla di polo scolastico, avrebbe potuto organizzare meglio il tutto!